Fondo di contrasto alla deindustrializzazione

Fondo di contrasto alla deindustrializzazione

Posticipata al 28 novembre 2026 la data per la presentazione delle domande.

È stato disposto il differimento dei termini per la presentazione delle domande relative all’Avviso pubblico destinato a sostenere gli investimenti delle imprese manifatturiere nei territori interessati da fenomeni di deindustrializzazione

Le domande potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 28 settembre 2026 fino alle ore 12:00 del 28 novembre 2026.

Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione è promosso dal Dipartimento per le politiche di coesione - Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è gestito da Invitalia.

Per gli interventi ricadenti nei territori del Consorzio Industriale del Lazio è previsto uno stanziamento complessivo di 100 milioni di euro.

FINALITÀ DELL’AVVISO
La misura finanzia programmi di investimento destinati: 

  • al potenziamento o alla riqualificazione di unità produttive esistenti;
  • all’insediamento di nuove unità produttive;
  • all’ammodernamento e all’ampliamento delle attività manifatturiere;
  • all’innovazione di prodotto e di processo;
  • alla digitalizzazione dei processi produttivi;
  • alla riconversione verso modelli maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico.

IMPRESE BENEFICIARIE
Possono partecipare le imprese di qualsiasi dimensione che esercitano almeno un’attività compresa nella sezione C – Attività manifatturiere della classificazione ATECO 2025 e che: 

  • dispongono di un’unità produttiva in uno dei Comuni ammessi;
  • oppure intendono insediare una nuova unità produttiva in uno dei medesimi Comuni. 

L’impresa deve inoltre possedere tutti i requisiti previsti dal DPCM 19 maggio 2025 e non trovarsi in condizioni ostative alla concessione di agevolazioni pubbliche.

I comuni interessati nell’area Città Metropolitana di Roma Capitale sono: Cave, Civitavecchia, Colleferro, Lanuvio, Montelibretti, Pomezia, Roma Capitale, Tolfa e Velletri.

La localizzazione dell’unità produttiva deve essere verificata con particolare attenzione, poiché il semplice possesso della sede legale in un Comune ammesso non è sufficiente quando l’investimento riguarda un’unità produttiva situata altrove.

L'AGEVOLAZIONE
L’agevolazione consiste in un contributo in conto impianti: 

  • fino al 100% delle spese ammissibili;
  • per un importo massimo di 300.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria;
  • concesso nel rispetto del regolamento europeo sugli aiuti “de minimis”.

Il plafond deve essere verificato considerando l’eventuale “impresa unica”, ossia anche le imprese collegate o controllate secondo la disciplina europea. Il contributo può essere cumulato con altre agevolazioni nei limiti consentiti dalle norme sugli aiuti di Stato e, in ogni caso, senza superare il costo complessivo dell’investimento. 

INVESTIMENTI E SPESE AMMISSIBILI
Sono agevolabili gli investimenti riguardanti: 

  • opere murarie e impiantistiche strumentali;
  • macchinari e impianti nuovi di fabbrica;
  • attrezzature e arredi nuovi di fabbrica;
  • spese di installazione;
  • immobilizzazioni immateriali.

Le spese possono essere sostenute nel periodo compreso tra l’8 maggio 2024 e il 31 dicembre 2028. Devono riguardare immobilizzazioni materiali o immateriali, essere utilizzate esclusivamente nell’unità produttiva oggetto dell’investimento ed essere capitalizzate nei libri contabili dell’impresa.

Sono pertanto potenzialmente ammissibili anche spese già sostenute, purché rispettino integralmente le condizioni dell’Avviso e non siano già state agevolate nell’ambito della precedente edizione del Fondo.

PRINCIPALI SPESE ESCLUSE
Non sono ammissibili, tra le altre: 

  • consulenze specialistiche;
  • beni acquistati tramite leasing;
  • macchinari, impianti e attrezzature usati;
  • acquisto o locazione di terreni e fabbricati;
  • spese di funzionamento e acquisto di scorte;
  • formazione del personale;
  • spese di trasporto;
  • imposte e tasse;
  • costi di intermediazione commerciale.

L’IVA è ammissibile esclusivamente quando costituisce un costo effettivo e non è recuperabile dall’impresa.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA
La domanda dovrà essere presentata esclusivamente online attraverso l’area riservata del sito di Invitalia, individuata quale soggetto gestore della misura. 

Per accedere alla procedura saranno necessari: 

  • SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi;
  • firma digitale del legale rappresentante;
  • PEC attiva e iscritta al Registro delle imprese.

Il legale rappresentante può delegare un soggetto alla compilazione, ma la domanda deve essere comunque sottoscritta digitalmente dal rappresentante stesso. Ciascuna impresa può presentare una sola domanda.

PROCEDURA DI VALUTAZIONE
Le domande saranno esaminate secondo il relativo ordine cronologico di presentazione. L’istruttoria verrà avviata dopo la chiusura dello sportello. Le domande prive di copertura finanziaria potranno essere temporaneamente sospese in attesa dell’accertamento di eventuali economie; qualora non si rendano disponibili ulteriori risorse, saranno dichiarate decadute. È pertanto opportuno predisporre preventivamente tutta la documentazione e procedere alla trasmissione della domanda tempestivamente dopo l’apertura dello sportello.

EROGAZIONE E RENDICONTAZIONE
Il contributo viene ordinariamente erogato in un’unica soluzione, dopo: 

  • il completamento del progetto;
  • l’integrale pagamento delle spese;
  • la presentazione della rendicontazione. 

La richiesta di erogazione dovrà essere presentata entro il 30 giugno 2029. È prevista la possibilità di richiedere un’anticipazione pari al 50% del contributo concesso, previa presentazione di fideiussione bancaria o assicurativa. 

Le spese dovranno essere sostenute mediante pagamenti tracciabili e documentate con fatture elettroniche quietanzate, estratti conto, mezzi di pagamento, liberatorie dei fornitori e documentazione tecnica. Sui giustificativi dovrà essere indicato il CUP assegnato al progetto; per i documenti emessi prima dell’attribuzione del CUP saranno applicate le modalità che verranno definite da Invitalia. 

OBBLIGHI SUCCESSIVI
L’investimento finanziato deve mantenere destinazione, funzionalità e localizzazione per almeno tre anni dalla data di pagamento del saldo finale. Durante tale periodo non potranno essere ceduti o trasferiti i beni agevolati né delocalizzata l’attività fuori dal territorio ammesso.

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