Bene la ripresa inizio 2021, ma le piccole imprese rischiano di essere escluse

CNA Roma

“Oggi siamo di fronte ad un miglioramento complessivo degli indicatori economici registrati un anno fa, ma questa rischia di essere una ripresa a due diverse velocità - dichiara Stefano Di Niola, Segretario della CNA di Roma -. Infatti, rispetto al primo semestre 2020 nel primo semestre 2021, il 50% delle imprese dichiara un ulteriore peggioramento di fatturato, ordini e utile lordo."

"Se le aziende manifatturiere, principalmente con più di 10 dipendenti, procedono a ritmo più spedito, sono soprattutto le piccole realtà tradizionali ancora in difficoltà, anche a causa del perdurare di una scarsa domanda interna e dalla debolezza dei flussi turistici nazionali e internazionali nella città di Roma. Questi dati lanciano un allarme che deve essere colto da Governo, Regione e Comune con interventi che stimolino la domanda interna e forniscano ai piccoli imprenditori strumenti per dare un futuro alla propria attività.”

Questo è quanto emerge dall’Indagine Congiunturale realizzata dalla CNA di Roma in collaborazione SWG sullo stato delle imprese romane.

Nel primo semestre 2021 aumenta il numero di imprese, soprattutto fra quelle con più di 10 dipendenti, che hanno incrementato i propri investimenti con una crescita media del 35% rispetto all’anno precedente, mentre sono sotto la media gli investimenti delle imprese del commercio, del turismo e delle imprese unipersonali.

Cresce trasversalmente la quota delle imprese che investe sulla digitalizzazione passando dal 46% del primo semestre 2020 al 64 % di questo primo semestre.

Scende dal 40% al 30% il numero di aziende che pensa di far ricorso agli ammortizzatori sociali e dal 52% al 15% la percentuale di aziende che hanno chiesto prestiti o rinegoziato prestiti o linee di credito aperte in passato.

La diversa condizione tra piccole e imprese più strutturati si rispecchia anche nelle previsioni del secondo semestre 2021 dove solo il 20% delle imprese, le più grandi, pensano di fare investimenti superiori a quelli realizzati nel secondo semestre 2020.

La ripresa potrebbe dunque coinvolgere in maniera molto differenziata le imprese romane, allargando il gap tra chi riesce ad agganciare la ripresa e chi, invece, rimane in condizioni di forte difficoltà.

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