Inaccettabile chiusura mercati non prevista dalle leggi

CNA Roma

In questa fase di incertezza per la salute delle persone, a causa dell’emergenza Coronavirus, si stanno verificando fenomeni interpretativi delle normative che non poggiano su basi legislative e danneggiano pesantemente le attività economiche già piegate dalla crisi.

Pur riconoscendo la necessità primaria di salvaguardare la salute dei cittadini, la CNA di Roma ritiene che i provvedimenti restrittivi che impongono la chiusura di attività economiche, in particolare quelle diretta alla vendita di soli generi alimentari, sia arbitraria e senza riferimenti nel Decreto 11 marzo, che piuttosto recita al comma 1 dell’art.1 “sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta i mercati, salvo le attività diretta alla sola vendita di generi alimentari”.  Neanche nelle successive disposizioni della Regione Lazio vi fa riferimento alla chiusura di tali attività. 

Inoltre, tra le eventuali disposizioni restrittive, che la CNA ritiene comunque illegittime, se non supportate da specifici provvedimenti della Giunta Capitolina, della Regione Lazio o del Governo, e la loro attuazione, occorre prevedere un lasso di tempo congruo per evitare danni ingenti a chi si approvvigiona quotidianamente per gestire la propria attività.

Pertanto, le chiusure dei mercati rionali all’aperto che si stanno verificando in queste ore sono ingiustificate e vanno immediatamente bloccate, chiedendo, piuttosto, agli operatori di contingentare l’afflusso dei clienti.

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