Nichel - Chiarezza sul REACH | CNA ROMA

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Nichel - Chiarezza sul REACH

Da un punto di vista tecnico sono interessate tutte le leghe con presenza di nichel, ed è il caso soprattutto di quelle usate per produrre gioielli e loro parti in oro bianco. La novità non è nelle soglie ma nel metodo di prova del rilascio del nichel, infatti dal 1° aprile 2013 entra in vigore in tutto il territorio comunitario la norma EN 1811:2011 (che sostituisce la vecchia norma EN 1811:2008). Questa norma tecnica introduce un nuovo metodo di prova per la determinazione della cessione del rilascio del nichel ed elimina il fattore correttivo 10 con cui nel passato si dividevano i dati analitici riscontrati in sede di analisi perciò, in termini più semplici, la nuova soglia di rilascio è 10 volte più bassa. Questa modifica comporta che i campioni che avevano valori corretti, ora sono da considerarsi fuori dai limiti di legge e non potranno essere immessi sul mercato dal 1° aprile prossimo.

Leghe in commercio per produrre gioielli in oro bianco
Le Associazioni di Categoria grazie ad Unionfiliere, hanno commissionato uno studio per verificare la compatibilità delle leghe attualmente in uso con il nuovo metodo di analisi e dallo studio emergono dati interessanti come il fatto che su 34 leghe testate una sola rispetta il limite di cessione in tutti gli stati e nessuna quello per le parti perforate.
Si fa presente che oltre al nichel, anche la presenza di silicio e argento influenzano la cessione, nonché la forma geometrica e la lavorazione subita dalla lega: ad esempio è stato empiricamente dimostrato che i pezzi provenienti da lavorazione meccanica hanno un valore di rilascio basso, mentre quelli provenienti da microfusione hanno un rilascio elevato.
Le aziende produttrici di leghe stanno cercando soluzioni conformi al nuovo metodo di analisi.

Momenti di attenzione
Si consiglia di prestare particolare attenzione in alcuni momenti distinti del processo produttivo:

  • acquisto e uso di leghe e pre-leghe,
  • trattamenti di rivestimento superficiale, galvanici e non,
  • assemblaggio di componenti non di propria produzione che vanno a contatto con la pelle.

È necessario farsi rilasciare le dichiarazioni dai fornitori di leghe e pre-leghe, dalle imprese che eseguono i trattamenti di rivestimento superficiale e dai fornitori di componenti che attestino che i prodotti acquistati/lavorazioni eseguite sono in regola con la norma tecnica EN 1811:2011. Si ricorda che le leghe devono essere usate come da istruzioni, infatti usi diversi ne cambiano la resa.

Inoltre il REACH stabilisce che le soglie suddette  non debbono essere superate neanche durante la produzione, impedendo di fatto di produrre gioielli non conformi anche per mercati che non hanno tali limiti qualitativi.

Possibili soluzioni per la produzione

  • Utilizzare ove possibile leghe nickel free;
  • Al momento la soluzione conosciuta benché costosa e benché non abbia la stessa resa del nichel è la sua sostituzione con il palladio.
  • Un’altra soluzione è una rodiatura o trattamento galvanico equivalente tale da impedire il rilascio del nichel per almeno due anni dall’acquisto (infatti le prove a cui vengono sottoposti i gioielli sono sia l’abrasione, cioè l’usura, che il rilascio). A questo proposito si ricorda che la rodiatura di pezzi in oro giallo non è ammessa.
  • In ogni caso si consiglia di fare qualche test sulla produzione e sul magazzino per capire se i prodotti sono a norma oppure di quanto si discostano dai valori limite. Si consiglia di prelevare campioni di forme geometriche diverse e provenienti da lavorazioni diverse.

I prodotti a magazzino
Tendendo presente che dal 1° aprile 2013 non sarà più possibile produrre né commercializzare prodotti non conformi alla norma EN 1811:2011, si consiglia di esportare eventuali gioielli in magazzino verso paesi extraCE che non richiedono leghe nichel free prima  di tale data. Dopo infatti,  essendo vietata la produzione tout court di tali prodotti, essi non sono più nemmeno esportabili.
Per i prodotti rimanenti le soluzioni sono essenzialmente due:

  • La rodiatura o trattamento galvanico equivalente in modo tale da non permettere  il rilascio del nichel. Anche in questo caso sarà necessario fare dei test per capire lo spessore del trattamento galvanico necessario e si dovrà fare molta attenzione a non abbassare il titolo legale del metallo prezioso.  A questo proposito si ricorda che sugli  oggetti in metalli preziosi sono ammessi esclusivamente rivestimenti in iridio, osmio, rutenio e rodio (art. 38, comma 2, DPR 30 maggio 2002, n. 150).
  • Fondere il prodotto recuperando l’oro puro.