Agenzia per il Lavoro

Mobile Arredo Le previsioni del Rapporto CSIL sul mercato in Italia e nel mondo

 

L’edizione 2014 si presenta in veste grafica rinnovata e ricomprende un’analisi di dettaglio dei principali comparti: mobile imbottito, mobili per cucina, mobili per la casa, mobili per l’ufficio, con i dati preconsuntivi 2014 e previsioni che arrivano al 2017 per produzione, export, consumi interni e importazioni.
Per il commercio mondiale del mobile lo studio prevede una crescita modesta per il 2015 con un aumento ancora molto limitato all’interno del bacino europeo, ma con una crescita superiore al 3% nel resto del mondo, grazie soprattutto al contributo dei Paesi ”emergenti”. In Italia purtroppo anche il 2014 si è rivelato un anno pieno di incertezza e si chiuderà con un mercato interno nuovamente in calo, nonostante i buoni esiti sulla domanda del “bonus mobili” che hanno dato ossigeno al settore, ma non tanto da portare in territorio positivo la domanda interna.
L’export invece continua ad aumentare, anche se sul fronte extra UE si è avvertito un rallentamento nel tasso di crescita rispetto al 2013.Il fatturato complessivo registrerà a fine anno in corso ancora un dato negativo (-1,8 %). Anche il 2015, pur potendo contare sulla riproposizione, almeno a quanto risulta attualmente agli atti, del “bonus mobili” collegato alle ristrutturazioni edilizie, sarà un anno di passaggio dal quale non ci si attendono miglioramenti significativi quanto a reddito disponibile delle famiglie e propensione al consumo, mentre sul fronte export il deprezzamento dell’Euro nei confronti del Dollaro avrà implicazioni positive sull’andamento delle vendite soprattutto nei Paesi emergenti.
La previsione è sostanzialmente più positiva per i due anni successivi, indicando una crescita del consumo di mobili di oltre il 2%,ma come sappiamo queste previsioni a medio termine vanno sempre prese con molta cautela.
Per quanto riguarda il consumo mondiale di mobili nel suo insieme esso è ora valutato dalla ricerca in termini di prezzi alla produzione in circa 440 MLD di dollari USA, con appunto USA, Germania, Francia e Regno Unito principali Paesi importatori e la Cina come grande esportatore che ha raddoppiato i propri valori dai 25 MLD dollari del 2009 ai 53 MLD del 2014, seguita da Italia, Germania e Polonia. Lo studio segnala altresì interessanti prospettive di crescita dell’export, oltre a quelle già ben note di altri paesi “emergenti”, in diversi Stati africani, trainate da una crescita complessiva media del PIL superiore al 5% annuo.”