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Cna: Creatività e Innovazione, drivers di sviluppo del territorio

L’innovazione contribuisce al 2,6% del pil Europeo e offre lavoro di qualità a 5 milioni di persone. Per dare spazio e voce alle aziende che della creatività e dell’innovazione hanno fatto il loro core business è nata Cna Creatività e Innovazione. Perché l’industria creativa e culturale può generare benessere per i cittadini.

Industria Creativa e Culturale è un comparto importante per il benessere delle economie sviluppate. Per questo Cna ha dato vita a Cna Creatività e Innovazione. Gabriele Valli, presidente di Informale, è stato eletto coordinatore. “Questo settore nasce per dare forza a un comparto che al momento non trova rappresentatività esplicita – ha detto Valli-. Sono imprese che nascono per rinnovare il panorama complessivo dell’economia del territorio, anche, e soprattutto, le pubbliche amministrazioni”.

Da quali presupposti nasce Cna Creatività e Innovazione?

"Cito Henri Poincaré: 'La Creatività è la capacità di unire elementi esistenti, con connessioni nuove, che siano utili a qualcuno'. Nuovi modelli organizzativi insieme alle nuove tecnologie non solo possono influire positivamente sul conto economico di molte aziende, ma possono migliorare anche la vita dei cittadini e delle imprese, grazie ad una pubblica amministrazione più efficace, efficiente e trasparente. Partiamo da qui."

A che tipo di aziende vi rivolgete?

"Tra le altre, alle aziende che operano nella pubblicità, nell’architettura, nel design, nell’audiovisivo, nel software e nell’editoria."

Come superare la vecchia convinzione per cui con la cultura non si crea ricchezza?

"In un vero mercato l’innovazione e la creatività diventano fattori di competitività dei sistemi economici e delle stesse imprese. Tutte le imprese di tutti i settori hanno bisogno di coltivare la creatività per innovare e competere, ma ci sono delle imprese che sono più di altre portatrici di creatività nel mercato e nel sistema."

È per dar loro voce che avete creato questo coordinamento?

"Sono loro i potenziali driver per lo sviluppo del territorio: le oltre 10 mila aziende a Roma del comparto che, a livello europeo, contribuiscono al 2,6% del pil e offrono lavoro di qualità a 5 milioni di persone."

Uno spot per i primi cento giorni?

"Pochi convegni e seminari tradizionali! Incontriamoci, sì, ma negli spazi di coworking, momenti conviviali. Da lì sì che nascono idee creative e innovative."